Rothko a Firenze: i colori che parlano al cuore

Cari Topoline e Topolini! Ci ritroviamo oggi per parlare di una mostra bellissima che, però, è già finita: si chiamava “Rothko a Firenze” ed era ospitata a Palazzo Strozzi, con due tappe speciali al Museo di San Marco e nel Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana. Si è conclusa da pochissimi giorni. Tra voi ci sarà chi è stato fortunato ed è riuscito a visitarla, e chi invece è arrivato tardi e ha trovato le porte chiuse. Non fateci caso: capita persino ai topi più organizzati di arrivare in ritardo, e la maestra Topadisco può confermarlo di persona!

🏃‍♀️ In ritardo! — La disavventura della maestra Topadisco

Vi confesso una cosa: sono andata a Palazzo Strozzi e la mostra principale mi ha lasciata senza parole. Poi, tutta contenta, sono corsa verso il Museo di San Marco per vedere come i quadri di Rothko dialogavano con gli affreschi del Beato Angelico… e ho trovato la porta chiusa! Ero arrivata tardi, proprio come un topolino che rincorre l’ultima fetta di formaggio e la trova già finita. Sarà per la prossima volta!

🎓 Chi era — Un pittore arrivato tardi all’arte

Mark Rothko nasce nel 1903 in una piccola città che oggi si trova in Lettonia, allora parte dell’Impero russo. Da bambino si trasferisce con la famiglia negli Stati Uniti. Da ragazzo non pensava affatto di diventare pittore: sognava altri mestieri. Solo più avanti, quasi per caso, scopre la pittura e se ne innamora, diventando artista più “tardi” di tanti altri. Per anni insegna arte anche ai bambini, proprio come fa oggi la vostra maestra Topadisco!

🌀 Il cambiamento — Da figure e sogni… a rettangoli di colore

All’inizio Rothko dipingeva persone, città, oggetti: erano quadri “figurativi”, con uno stile che ricordava un po’ l’espressionismo e un po’ il surrealismo, l’arte dei sogni e delle forme misteriose. Con il tempo capisce che, per raccontare le emozioni, non ha più bisogno di disegnare cose riconoscibili. Comincia così a dipingere grandi rettangoli di colore, uno sopra l’altro, con i bordi morbidi e sfumati: nascono le sue famosissime Color Field Paintings, cioè “campi di colore”.

💬 Le sue parole — Cosa voleva dirci con i colori

Rothko diceva che i suoi quadri raccontano innanzitutto la pittura stessa: non volevano rappresentare la realtà, ma farci provare emozioni difficili da dire con le parole, di quelle che restano “sospese” dentro di noi. Lo ha scritto proprio lui, con parole bellissime:

Nei miei dipinti alcune superfici si allargano e spingono verso l’esterno, altre si stringono verso l’interno: tra questi due movimenti trovate tutto quello che ho da dirvi.
— Mark Rothko

👁️ Osservare — Il segreto è guardare, con calma

Rothko raccontava che, mentre dipingeva, provava emozioni fortissime: a volte pianto, a volte gioia improvvisa. E voleva che anche chi guarda i suoi quadri, restando fermo davanti a loro per un po’, provasse qualcosa di simile. Per questo davanti a un’opera di Rothko non serve capire subito “cosa rappresenta”: basta restare in silenzio, respirare, e lasciare che il colore parli piano piano.

🧩 Sfida accettata — Un’arte difficile, ma bellissima da vivere

Lo diciamo chiaramente: Rothko non è un artista facile, nemmeno per i grandi! Ma proprio per questo abbiamo scelto di iniziare da lui: mettersi alla prova con un’arte che non si capisce subito con la testa, ma si vive con gli occhi, con la mente e con il cuore. E voi, siete pronti ad accettare la sfida?

📋 La mostra in breve

  • 📍 Sede: Palazzo Strozzi, Firenze — con tappe al Museo di San Marco e nel Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana
  • 🗓️ Date: dal 14 marzo al 23 agosto 2026
  • ✍️ A cura di: Christopher Rothko (il figlio dell’artista) ed Elena Geuna
  • 🖼️ Opere: oltre 70, arrivate da grandi musei come il MoMA, il Metropolitan, la Tate, il Centre Pompidou e la National Gallery of Art di Washington
  • 👣 Visitatori: più di 301.000 — la mostra più visitata nella storia di Palazzo Strozzi!

Professoressa Irene Topadisco
Guida all’arte per i topolini


Dedichiamo questa tappa della rubrica a Silvia, amica, collega e insegnante di Storia dell’Arte, grande amante dell’arte in ogni sua forma. Continueremo a parlare con te e a sentirti vicina, ad ogni pagina, ad ogni colore, ad ogni mostra che visiteremo. 💗